Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

04/05/17

CENTRALI NUCLEARI GALLEGGIANTI: L’ULTIMA PAZZIA DELLA CINA


Centrali nucleari galleggianti: l’ultima pazzia della Cina

Entro il 2020 arriveranno Pechino metterà in funzione le prime due centrali nucleari galleggianti, impianti dai rischi sconosciuti di cui si sa pochissimo

 Centrali nucleari galleggianti l'ultima pazzia della Cina

La Cina esaminerà la possibilità di costruire centrali nucleari galleggianti, aprendo la strada a rischi fino ad oggi sconosciuti. Lo conferma un rapporto pubblicato dal governo cinese, che dichiara le intenzioni del Dragone di raddoppiare la sua capacità nucleare installata entro il 2020. Pechino ha attualmente in funzione 28 reattori con una capacità di 28,3 gigawatt, ma ne sta costruendo altri 24 (con una capacità di 26,7 GW). Entro il 2020, il piano prevede di avere 58 GW installati, per poi avviare una nuova tranche da 30 GW.


Xu Dazhe, numero uno della China Atomic Energy Authority, rassicura che gli «impianti energetici flottanti dovranno superare rigorosi test scientifici». Ma non fornisce alcun dettaglio sulle procedure, né sulle precauzioni in caso di attacchi terroristici.

L’uso dell’energia nucleare in mare non è una novità assoluta: portaerei e sottomarini sono spesso a propulsione nucleare. Questo disegno, però, ha fini differenti: è una trasformazione senza precedenti del nucleare per scopi civili. Tuttavia, la Cina arriverà tre anni dopo la Russia, che ha già in cantiere un simile progetto. Entro il 2016 dovrebbe entrare in funzione la prima centrale nucleare in mare, che Mosca ha intenzione di spedire nell’Artico per portarvi l’energia elettrica. Si tratta dell’Akademik Lomonosov, impianto a due reattori da 70 MW complessivi.


Data: 29.01.2017
Fonte: www.rinnovabili.it

 

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